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Rilascio di fideiussione e qualifica di consumatore: quando non si applica il Codice del Consumo e quali sono le conseguenze.

Il Tribunale di Venezia ha recentemente dichiarato di ritenere infondata, quantomeno in via di sommario apprezzamento (trattandosi di ordinanza endoprocessuale), l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dal fideiussore di un contratto di leasing e basata sull’asserita applicabilità al medesimo del Codice del Consumo, che avrebbe imposto di convenirlo in giudizio solo nel foro del luogo di residenza.

Il Giudice veneziano ha accolto la nostra tesi difensiva, evidenziando che il locatario del bene concesso in leasing era una società, pertanto sicuramente non qualificabile come consumatore e che il garante era l’amministratore unico della stessa.

Quest’ultimo avrebbe quindi potuto invocare il Codice del Consumo solo se avesse “agito per scopi che esulino dalla sua attività professionale, e non abbia alcun collegamento con la predetta società”, come chiarito anche dalla Corte di Giustizia Europea, nell’ordinanza da noi richiamata (C-74/15, del 19/11/2015, punto 2674/2015).

Entrambi questi elementi vengono tuttavia a mancare quando il fideiussore rivesta un ruolo nella società o ne detenga delle quote, come in questo caso, e la giurisprudenza, anche comunitaria, deve ritenersi consolidata sul punto.

 

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